Per conto della Terra - Estratti da conferenze di Yogi Bhajan
Yogi Bhajan

Per Conto Della Terra

Estratti dalla Conferenza di Yogi Bhajan

Estratto dalla conferenza tenuta da Yogi Bhajan l’11 dicembre 1990.

Ogni goccia d'acqua sprecata ha un costo energetico, ogni luce in più ha un costo energetico. Tutta questa energia deve essere prodotta.

Un terzo dell'energia è sprecato. Il risultato è che stiamo inquinando il pianeta Terra. I nostri oceani sono inquinati, i nostri fiumi e laghi sono inquinati e, che Dio ci benedica, la nostra aria è inquinata. Non possediamo alcun auto-controllo e il modo in cui viviamo su questo pianeta, il modo in cui stanno distruggendo le foreste, il modo in cui stiamo danneggiando la terra, tra cento anni arriveremo al nostro giorno del giudizio.

 

Sono stato a Mosca lo scorso anno. Eravamo circa ottocento persone: trecento religiosi; trecento personaggi del governo tra senatori, deputati, legislatori, politici e duecento scienziati provenienti da tutto il mondo. Ci siamo riuniti a Mosca e abbiamo discusso per cinque giorni. Gli scienziati ripetevano che, se non agiamo adesso, non saremo più in grado di riprenderci la Terra.

Abbiamo raggiunto un punto oltre la soglia del pericolo. Abbiamo tutti capito. Siamo tornati a casa. Ovunque, in America e in tutto il mondo, è stata celebrata la Giornata della Terra. Una domenica è stata celebrata e i giornali hanno pubblicato le cronache. Il giorno dopo  si sono verificate le stesse vecchie abitudini, lo stesso spreco di energia, lo stesso spreco d’acqua, lo stesso inquinamento. Capite che in duecento anni gli Stati Uniti sono diventati una discarica di rifiuti? E’ una gran quantità di terra e di risorse e molte cose non ci sono più. È sorprendente quanto inquinamento è stato prodotto.

 

La vita è diventata nient'altro che fumo. L'umanità ha bisogno di molta forza. Che cosa sta succedendo? Non abbiamo più la nostra eterna forza.

 

Estratto dalla conferenza tenuta da Yogi Bahjan il 23 Aprile 1990

Ho visto un bellissimo tessuto di velluto giallo nella spazzatura l’ho afferrato, ho tirato, tirato, tirato affinché non sia venuto su, su, su. E' stato scioccante per me.

 

Ho fatto di quel tessuto un vestito giallo molto bello, ed è fantastico! Voglio dire,  ho molte vesti, quindi deve essere un abito particolare perché a volte lo indosso ancora. Oggi, quel tipo di velluto non è più lavorato e non si trova; era il velluto più costoso ai suoi tempi.

 

Quello che voglio dire è che qui sappiamo una cosa sola: disfarsi, disfarsi del marito, disfarsi del fratello, disfarsi del padre, disfarsi della madre, disfarsi della famiglia, disfarsi delle cose. Conosciamo una sola parola negli Stati Uniti - disfare. Nel settore immobiliare dicono, "località, località, località."

 

Negli Stati Uniti, dicono, "scaricare, scaricare, scaricare". Sono venuto qua per dire, "spingete, spingete, spingete,  su e su e su e su”. Noi viviamo di obblighi morali, etici e giuridici; la vita non attende leggi emanate dagli uomini. La vita è una vibrazione, consciamente vissuta o inconsciamente ignorata.

 

Estratto dalla conferenza tenuta da Yogi Bhajan il 17 Agosto 1989.

Un uomo molto coraggioso, molto forte e molto reale può parlare di pace. La pace non significa solo parlare di pace, la pace significa che dobbiamo mettere insieme tutti i tasselli per comporre un’unica immagine.

E' un canto di vittoria, è una canzone di Dio, è una canzone della realtà. Come ho detto, fino a quando questa Terra non si fermerà, se i nati da donna non sanno rispettare la donna, non ci sarà pace. Immaginate soltanto che Madre Terra è una donna. Che cosa le abbiamo fatto? Noi stessi non sappiamo. Che cosa le faremo ? Non lo sapremo.

 

Le nostre anime stanno soffrendo. Le nostre anime sono parte della nostra tragedia e Madre Terra sta piangendo invano. Questa è la canzone della realtà. Ci riempiamo ancora di pettegolezzi e di spacconerie; questo è la nostra follia, e ci chiamiamo esseri umani, la luce di Dio. Non ricordiamo la nostra personalità.

 

Oggi è un giorno in cui mi avete onorato nel venire qui e partecipare con me in nome di Dio Onnipotente, il quale tra le Sue numerose ed abbondanti benedizioni ci ha donato il pianeta Terra che abbiamo stuprato, abusato e usato male  - e non ci fermiamo.  Noi non siamo in pace con Madre Terra, non siamo in pace con l’ambiente, non siamo in pace con noi stessi, non siamo in pace dentro di noi. È giunto il momento in cui noi tutti dobbiamo svegliarci ad una semplice realtà: senza pace che altro siamo?

 

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