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Shuniya: Il punto della quiete — uno stile di vita
Di Jivan Joti K. Khalsa, Ph.D.Il Maestro di Kundalini Yoga, Yoga Bhajan, ci ha spesso parlato di uno dei più elevati stati di coscienza, chiamato Shuniya, in cui l’ego è condotto ad una quiete totale. C’è un potere in questo. Non importuniamo né proviamo ad agire. Con le mani giunte della devozione, l’Infinito agisce per noi. In questo stato di “zero”, se possiamo focalizzare la nostra proiezione mentale con una chiara intenzione, che riconosce il nostro sé superiore ed il Creatore dentro di noi, sarà così.
Non è un miracolo. La mente è infinita quando concentra l’energia magnetica della psiche. Ci sono solo due cose: l’energia e la materia. Ogni composizione, permutazione di ogni energia in materia e materia in energia, può essere provocata da una disciplinata concentrazione mentale. Questa concentrazione mentale è in voi, non al di fuori. -Yogi Bhajan
Guru Dev Singh, nominato e formato come Maestro della tecnica curativa del Sat Nam Rasayan® da Yogi Bhajan, ha dedicato molto tempo ad insegnare come raggiungere Shuniya – il più alto stato attraverso cui la guarigione può avvenire. Come studente e praticante di Sat Nam Rasayan®, sto sviluppando la mia capacità di mantenere lo stato di Shuniya durante le sessioni di cura con i pazienti. La cosa divertente è che non ho mai realizzato quanto avrei usato lo stato di Shuniya per curare e vivere la mia stessa vita. Nelle sacre scritture dei Sikh, il Creatore è descritto come il più grande ingannatore che si possa immaginare. Egli/Ella creò il mondo fisico di maya (i beni, i nostri corpi, le relazioni e tutte le cose viventi), a cui noi mortali attribuiamo molta enfasi, importanza ed ossessione. Ci ha dato delle sfide e non delle punizioni, sebbene il karma possa essere coinvolto, ma come un’opportunità di crescita. Ho l’immagine della Fonte mentre mi lancia una sfida e con un sorriso mi dice ridendo: “Ok, vediamo che sai fare con questo.” In altre parole, il punto non è l’evento, ma il modo in cui noi lo affrontiamo. Abbiamo tutti delle scelte. Possiamo reagire a partire dalle nostre emozioni e dalle nostre agende passate, oppure possiamo rispondere a partire dalla consapevolezza. Qui è dove entra in gioco Shuniya.
Ho avuto un mucchio di problemi fisici. Di solito li consideravo come maledizioni, una punizione di qualche tipo. Attraverso la meditazione, e recentemente praticando il Tratakam con la foto della Meditazione Tratakam di Yogi Bhajan (vedi Aquarian Times, agosto 2009), mi è stato possibile sperimentare un profondo stato di Shuniya. Questo stato elevato mi sta aiutando a trasformare i miei sentimenti e risentimenti, la vergogna, la rabbia e la paura – che non fanno che contribuire alla malattia – in gratitudine, che aiuta la guarigione. Invece di vivere in uno stato di “perché io?”, Shuniya mi ha aiutato a riconoscere tutti i doni delle mie sfide fisiche. Sono gli affettuosi insegnati e le guide che mi hanno aiutato a vivere una vita più consapevole, amorevole e completa.
Le caratteristiche di Shuniya sono la fluidità, l’intuizione, la pienezza del sentimento, la neutralità, la sensualità, l’accettare e il permettere. Non c’è giudizio, aspettativa, opinione, pressione o intellettualismo. Si tratta di una pura forma d’amore. In questo stato di consapevolezza, l’Infinito è in carica e ciò che avviene è senza limiti. Shuniya non è un qualche fantasioso, esoterico termine yogico. Yogi Bhajan era un uomo molto pratico, che ci ha dato una utile tecnologia per questi tempi moderni e stressanti. Attraverso la meditazione, possiamo allenare la nostra mente a rispondere con una salda consapevolezza anziché reagire a partire da emozioni fluttuanti. Attraverso la meditazione possiamo raggiungere questo punto di quiete in cui fonderci con l’Infinito e creare la nostra propria realtà espansiva. I miracoli sono allevati nel terreno di Shuniya
La dottoressa Jivan Joti Kaur è un’Istruttice di Kundalini Yoga certificata KRI e Lead Trainer del Livello I e II, candidata per il Livello III di Sat Nam Rasayan® , in New Mexico è svolge attività di consulente familiare e matrimoniale. Ha scritto tre libri: The Art of Making Sex Sacred, Edizioni One and Two, e Dying into Life: The Yoga of Death, Loss and Transformation. Può essere contattata su www.jivanjoti.com e
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